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ebook di ArchigraficA

martedì 25 giugno 2013

Perchè amo gli ebook 2


di Giacomo Ricci



Avevo infilato il commento che segue come risposta alle osservazioni di due studenti.
Ma è troppo lungo per entrare in un commento. Il blog me lo ha rifiutato. Lo metto, allora sotto forma di post.
Ed è forse meglio perchè riporto anche i due commenti così la discussione fila più fluida.
Allora questi sono i commenti al mio primo articolo Perché amo gli ebook di Raffaella e Cristian:

Raffaella:
Professore,
 con la premessa che, a mio parere, in questo caso la questione e-book sollevata dagli studenti riguardi noi e il mondo universitario piuttosto che editori, scrittori, Economia, librerie ...
 Poter usufruire della forma cartacea di un libro è conveniente per svariati motivi fra i quali:
- non tutti possono permettersi un cellulare ultimo modello. Parte dei miei amici, per quanto forse le possa sembrare strano, possiede un cellulare "vecchio stampo", non per piacere ma per necessità, e non trovo giusto che per tale motivo uno studente debba cercare per altre vie di reperire una stampa o, ancora più grave, rinunciare ad una lettura 
- nonostante l'e-book sia il futuro, c'è chi ancora trova più comoda la lettura sul foglio di carta, e più piacevole sfogliare un libro piuttosto che uno schermo. 

Infine, in ambito universitario, ritengo che assicurare l'alternativa cartacea (oltre alla modalità ebook) faciliti in ogni caso il nostro dovere di studente.
 
Cordiali saluti


Cristian
Tutto quello che lei dice è assolutamente condivisibile, il progresso tecnologico è inevitabile. Ma lei probabilmente si dimentica dei molti studenti che non possiedono telefoni di ultima generazione e che quindi non possono usufruire degli ebook. Sicuramente lei avrà una grande biblioteca a casa sua dove ha racchiuso libri trovati qua e la per l'Italia o per il mondo. Sarebbe felice se un giorno sparissero per essere racchiusi in un aggeggio tascabile? Da lettore quale sono non ne sarei affatto felice. E' pur vero che per scrittori emergenti l'ebook potrebbe essere un trampolino di lancio, ma è anche vero ormai che chiunque si improvvisa scrittore e che la letteratura moderna è infarcita di finti autori e quindi l'esistenza delle case editrici ha un suo scopo. Quello di dare spazio a chi realmente merita. Concludo dicendo che a mio avviso il cartaceo sarà sempre il miglior modo di comunicare e spero che non andrà mai a scemare





E questa è la mia risposta.

 Allora, rispondo prima a Raffaella.  
Credo che la lettura su un smartphone sia quanto peggio io possa augurare. Uno smartphne è piccolo, stanca gli occhi perchè ha uno schermo LCD. Diverso è un ebook reader basato sulla tecnologia e-ink che assicura, come ho già scritto, una lettura migliore che la pagina stampata. Provare per credere. 
Uno smartphone costa l'iradidio (dai 700 ai 300 euro), un ebook 79 euro. Un libro di testo universitario mediamente tra i 30 e i 50. Due testi e via. Lo avete pagato. 
Ma uno può dire che i 79 euro non li vuole spendere. Giustissimo. Ma allora c'è la soluzione e molto meglio dello smartphone.
Si scarica da Amazon l'applicazione gratuita Kindle (che si applica su tutti i dispositivi in qualsiasi sistema operativo, Windows, iOS Apple, Android) la si installa, ci si iscrive al sito di Amazon e si scarica il file di La luce nel labirinto. Tutto fila liscio. 
Io leggo benissimo su PC visto che ci scrivo. E dunque ci lavoro intensivamente. Quella che gli occhi si stancano nel leggere su PC è un luogo comune che bisogna sfatare una volta per tutte. State giornate intere al PC a fare che? A guardare immagini. Ma quando seguite chat e social network? Non leggete caratteri minuscoli per ore?
Dunque nessuno smartphone. Non l'ho mai sostenuto. Basta un PC qualunque. 
Ma poi un lettore e-reader ce  lo si ripaga anche  se si è abituati a leggere e, dunque a comprare libri che costano un quinto di quello che costano in versione cartacea (senza tener conto delle offerte giornaliere e senza tener conto che la parte più interessante della letteratura disponibile è gratis o costa 0,89 euro). 
Insomma un e-reader lo si ammortizza in breve tempo, bastano cinque  romanzi acquistati e si rientra nel budget. Io cinque libri li acquisto al mese. E' il mio ritmo di lettura. Da sempre.
Consiglierei un ritmo simile a tutti. Per salute mentale e spirituale. 
Leggere di meno fa male, malissimo. 
Sulla falsa comodità della carta ho già detto: in un e-reader la scalabilità dei caratteri, la personalizzazione dell'interlinea assicurano un'infinita possibilità di accomodamenti.
In tutto questo non ho mai nominato uno smartphone che, personalmente, detesto. La scena più diffusa per strada, in autobus, metrò, in facoltà, è quella di persone che smanettano e hanno gli occhi piantati su uno smartphone. 


A Cristian. 
Ho una grande biblioteca a casa. Il mio studio è tappezzato di libri. Credo di superare abbondantemente i seimila-settemila volumi. Per non parlare degli altri dei miei figli e di mia moglie che stanno altrove, in altre stanze di casa nostra. 
Non lo so, ho perso il conto. 
Zeppi di polvere, pesantissimi da trasferire, difficilissimi da tenere in ordine. 
Impossibile, poi,  ricercare una frase, un periodo, un ricordo a meno che non lo abbia ricopiato in un quaderno. 
Hai idea che significa avere in un file (come fa un Kindle) raccolte tutte le tue sottolineature e i commenti, inserire chiavi di ricerca, mettere a fuoco quello che ti serve in un attimo? 
Io, per mestiere, sono un saggista. Da una vita.
Ho bisogno di avere sotto mano tutto il materiale che mi serve. Da quando ci sono i computer il  mio lavoro è enormemente facilitato. Anzi: è completamente diverso. E' un'altra musica. E quello che non trovo nella mia biblioteca lo trovo nella biblioteca universale degli uomini, in rete. Senza parlare, poi, del fatto che la maggior parte dei testi che mi sono serviti per dare sostanza storica ai miei libri (La luce nel labirinto, per es.) derivano dalla lettura di manoscritti praticamente introvabili come la Magia Naturalis di Giovambattista Della Porta, o la Scientia Naturalis di Ferrante Imperato, per non parlare delle Notizie del  Celano e Il forastiero del  Capaccio. 
Li ho trovati subito in rete con il servizio di Google Books. Gratuiti, a disposizione di tutti. 
Tutto il lavoro di ricerca su Masaniello per la scrittura di Lazzari è stato da me eseguito in questo modo. 
Il testo di Donzelli Partenope liberata dove mai avrei potuto trovarlo? In quale biblioteca?
Molti autori li ho trovati in siti dedicati che raccolgono i classici della letteratura e della produzione del pensiero dell'umanità come, ad es., Liber & Liber, che gioca sull'ambiguità della parola compresa tra "libro" e "libero". Libero, per l'appunto.  Come dovrebbe essere la cultura. O come la Biblioteca Italiana curata dall'Università La Sapienza di Roma.
Certo, mi potrai dire delle Biblioteche che prestano i libri. Le grandi Biblioteche, come quella Nazionale di Napoli e le piccole, commoventi biblioteche comunali o di una microscopica scuoletta di campagna. 
Commovente. Ma del tutto inattuale. 
A parte Gavino Ledda, pastorello sardo che poi si è laureato in filologia e ha scritto il famosissimo Padre padrone, non ho la sensazione che siano frequentatissime come, ad es., Wikipedia o il succitato Liber & Liber, per l'appunto. Dove credi che io abbia potuto trovare La Lucilla costante (il manoscritto originale, con le parti di Capitan Matamoros in spagnolo) di Silvio Fiorillo e leggerlo in originale se non su un sito dedicato alla raccolta di tutti i copioni teatrali italiani? Tutti i copioni teatrali, pensa tu! E dove ho raccolto le notizie sulla sua vita se non nell'archivio on line della città di Mantova (Mantova capitale dello spettacolo) dove sono catalogate tutte le lettere che l'attore napoletano scambiò con il Duca Vincenzo I Gonzaga, lamentando pagamenti sospesi, trovando scuse per rimandare la sua salita a Mantova, chiedendo lavoro per i figli e la moglie? Da qui ho potuto ricostruire la sua storia, i suoi spostamenti, il suo andare avanti e indietro.
Per non parlare degli archivi straordinari che esistono su John Ruskin, e il lavoro eccezionale fatto dall'Università di Adelaide in Australia che mette a disposizione tutti, dico tutti, i capolavori dell'umanità illustrati. Qui, ad es., trovi tutti i lavori illustrati da Dorè, il Don Chisciotte, il Paradiso Perduto, La Bibbia, oltre alla celeberrima  Commedia di Dante, ecc.
Ti sto dicendo che la parte più importante della mia ricerca non si sarebbe potuta svolgere se non ci fossero stati i computer, gli ebook gratuiti a disposizione sul web.  
Ma vuoi mettere la circostanza di non poco conto di averli in pochi secondi sul tuo computer in forma di testo e poterne disporre subito? Immagini se non ci fossero le case editrici che mettono paletti e impediscono la libera diffusione della cultura per il semplice fatto che devono trarre guadagno dalla truffa sui diritti d'autore? Hai mai scritto un libro, e pubblicatolo con una "casa editrice" cedergli i diritti e non essere più libero di distribuirlo a chi vuoi?
E a proposito di case editrici e di "falsi autori". Il mondo è sempre stato zeppo di falsi autori. E' una piaga. Di sedicenti romanzieri e poeti. 
Ci sono case editrici che esistono proprio e solo per questo, editoria a pagamento. Non ne hai mai sentito parlare? 
Gli innumerevoli poeti da strapazzo che hanno invaso la produzione cartacea per decenni? La cosiddetta letteratura da macero e d'occasione? Mai sentito parlare di case editrici come l'Albatros?
Ma anche le cosiddette case editrici "serie" non disdegnano di pubblicare dietro pagamento, anche salato. 
E la cultura, la qualità allora? La stabilisce la casa editrice o il lettore colto?
La qualità, semplicemente, la stabilisce il lettore. Dopo un libro truffa, bolla il falso autore, la voce si sparge ed evviva, se ne va a farsi fottere. Nessuno lo legge più. Carta o non carta, ebook o non ebook.
Gi editori, poi, in questi ultimi anni stanno appiattendo stili e forme della comunicazione letteraria per uniformarsi ai gusti dei "lettori". E' fiorita così una "letteratura" il cui stile è gestito direttamente dagli editor per assicurare prodotti di mercato vendibili, con il susseguente scadimento del livello medio di prodotto e la distruzione di qualsiasi forma di sperimentalismo. 
Quante possibilità avrebbe avuto Joyce di imporsi come autore oggi in Italia? Quanti editor avrebbero sancito la sua "non-fruibilità" da parte del grande pubblico? Joyce sarebbe stato da macero, da cestinare subito.
Infine, se uno studente è tanto povero per necessità perchè ha "solo" un telefonino di vecchia generazione (??) e non può permettersi di comprare un lettore ebook a 79 euro, questo accade  perchè è povero o perchè è tanto abituato a non leggere che non gli scende di spendere questi soldi per un aggeggio che, presuppone, gli servirà solo per un esame?
Ecco, siamo forse al vero punto. 
Io sono convinto che se uno spende 79 euro per un aggeggio poi lo vuole usare e forse impara anche a leggere, impara che la lettura è una delle esperienze più straordinarie che l'animo umano possa fare.
Poi, alla fine, il mondo è bello perchè è vario. Se uno ha in avversità un lettore di libri ebook è libero di continuare a farlo. Come è libero di non sostenere quest'esame, trattandosi di un esame libero a scelta. Ne sceglie un altro.
Non c'è obbligo. 
Non mi strapperò i capelli per questo. Anzi. Così dei 570 paventati esami che mi aspettano ne farò un numero inferiore. Meno male. Per me e per quelli che leggono comunque. Su carta, su e-reader, o su PC con l'applicazione Kindle necessaria. 
Io, al di là di questa polemica di basso profilo,  ho un'idea nella testa: un'università libera e rigorosa, con professori efficienti che mettono i loro testi a disposizione  di tutti gli studenti per essere letti su dispositivi tascabili, con TUTTA LA BIBLIOTECA DI FACOLTA' e oltre, con tutta la produzione scientifica della disciplina che i giovani studiano, internazionale a disposizione, compresa nel prezzo delle tasse che si pagano. Tutto il corpus disciplinare, tutta la produzione scientifica liberamente fruibile e scaricabile nell'immediato sul proprio e-reader.
Un lettore fatto per testi e immagini.
Vi immaginate le infinite possibilità di ricerca? Vi immaginate che cosa vuol dire avere a disposizione la Biblioteca Universale  in tasca? Non credo possiate capire la portata di un disegno del genere. La sua enorme potenzialità creativa.
L'aveva pensata Wannevar Bush, nel 1945. La biblioteca universale degli uomini. Il mito di Alessandria. Ma non in un solo luogo. Dappertutto, come ti serve, quando ti serve.
Credete a me. Se uno ama i libri, come dite voi e io vi credo, non può non comprendere la portata rivoluzionaria di un'idea di questo tipo.  L'abbattimento di tutti gli impedimenti - ahimè dovuti solo alle case editrici - e la libera circolazione delle idee.
Il libro di carta nacque al posto dei rotoli e delle pergamene con questo spirito. La grande rivoluzione la fece Gutenberg che inventò la stampa a caratteri mobili allargando enormemente le possibilità di diffusione.
I libri divetntarono il veicolo più importante per la diffusione delle nuove idee. 
Non a caso (ed è un tema del nostro esame) nacque l'Indice dei libri e il Tribunale dell'Inquisizione. Sul contrasto alla diffusione dei libri. 
La cultura deve girare, deve essere di tutti, deve essere gratuita. Deve pagare solo l'autore. Mentre invece, oggi, l'autore è quello che guadagna meno nell'editoria tradizionale. I diritti d'autore sono il 7, il 10% del prezzo di copertina. Tutto il resto se ne va per distribuzione, per costi di trasporto, stampa, stoccaggio e per guadagno dell'editore e di tutto il personale coinvolto.
Con le piattaforme digitali l'autore può guadagnare fino al 70% del prezzo di copertina, in un rapporto diretto e più equo.
Su questa faccenda dell'editoria, degli autori, dei supporti, c'è bisogno di fare una lunga riflessione.
Certo, io posso sembrare arrogante con l'annullamento della copia a stampa. Ma stampare avrebbe significato stare a questo gioco con un editore. Un gioco che non sopporto più. Non sono più d'accordo.
Ecco il senso della mia provocazione.
Ci sta che uno non  condivida. E' questione di scelta. Ognuno con le sue idee. Io le mie credo di averle spiegate con sufficiente chiarezza.
Anche perchè, e lo ricordo a tutti coloro che oggi, prima dell'esame protestano, che ho detto il primo giorno di lezione che questo corso si sarebbe svolto secondo queste modalità, facendo uso di un e-book. 

12 commenti:

  1. Tutto quello che dice è vero. Premetto che io non sono un suo studente quindi, sul problema che probabilmente qualcuno di loro ha sollevato in relazione alla scomodità dell'ebook, non esprimo nessun giudizio. L'idea di una grande biblioteca universale è meravigliosa e magari fra qualche anno sarà anche realizzata, e sarebbe magnifico per uno studente avere i libri in modo gratuito come avviene già in alcune parti del mondo. Sulla questione della povertà, ritengo che nessuno sceglie di essere povero ma sfortunatamente questa, specialmente in questo periodo, è una realtà. In secondo luogo, in relazione alla povertà culturale, poichè un lettore non di ebook può avere la stessa preparazione di un lettore cartaceo, non mi sembra giusto criticare chi non acquista un e-reader, o criticare la sua voglia di cultura se preferisce il metodo tradizionale di lettura. Come lei saprà esistono mercati di libri usati dove chiunque può trovare ottimi libri, spesso non più pubblicati, a prezzi modici, senza per questo dover acquistare un apparecchio apposito e senza stare ore davanti a un pc che come lei ben sa emette radiazioni che di certo bene non fanno. Ovviamente per lei che scrive, avere a portata di mano quanti più libri possibile è una cosa importantissima ma non può pretendere che gli altri si adeguino a questa modalità di lettura. Questa è solo una mia idea, condivisibile o meno. Per questo il dialogo è una cosa meravigliosa, perché nessuno impone la sua idea.

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    1. Uno studente "povero" al punto di non poter spendere 50 euro per un e-reader che gli servirebbe per avere i suoi testi, mi sembra improbabile. Visto che per fare lo studente ne spende almeno 1500-1800 annui per le tasse, senza fare la conta dei testi, delle fotocopie, ecc.
      Inooltre uno studente di architettura deve avere, per forza, un PC per lavorare, disegnare, tenersi in contatto con gi altri, scaricare teti ecc. Facciamo che costa minimo 300 euro?
      Ecco che il "povero" deve avere sullunghia, quando si iscrive a architettura duemila e passa euro spiccioli, più il resto (e non sono poca cosa) per i libri di testo.
      I 50 euro finiscono per diventare una quota dell'ordine del 3-4%. Rappresenta un elemento discriminante? Non credo proprio
      Dunque la resistenza è di tipo "culturale". Come quella che fai tu. E allora per questo stiamo qui a discutere.
      Io non critico chi compra libri di carta. Ci macherebbe. Io ho, come ho detto, una biblioteca di circa settemila volumi cartacei oltre a un duemila circa digitali.
      Semplicemente apro il discorso universitario. Lo forzo perchè, come ho ripetuto fino alla nausea, il progetto che perseguo è quello della libera diffusione delle idee. E i testi in digitale mi sembrano un ottimo strumento.

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    2. Come lei saprà in ogni università le tasse si pagano in base al reddito e non tutti pagano 1500-1800 euro. Giustissimo quello che dice, se si spendono tutti questi soldi perchè non spendere altri 50 o poco più euro per un Kindle o un altro e-reader. Lei ben saprà, essendo un professore della facoltà di Architettura che oltre le tasse e i libri (che per fortuna anche grazie alle fotocopie non hanno un prezzo eccessivo), per la maggior parte degli esami ci sono le correzioni delle tavole e lei sa quanto costa stampare 5-6 tavole o anche più, sia prima che per l'esame. Quello che lei dice è giusto e forse mi ha frainteso poichè anche io sono d'accordo con l'uso dell'ebook, se scaturito dalla volontà di chi lo usa. Infatti imporre l'ebook agli studenti del corso,in quanto lei lo preferisce, non lo trovo giusto. Lei ha detto che l'esame è libero e chi non vuole può non farlo. Ma perchè non consentire a uno studente di sostenere l'esame con lei? Perchè uno studente che magari nei corridoi ha sentito parlare di lei, o che ha ascoltato una sua lezione, si trova costretto a comprare un aggeggio che per lui rappresenta una spesa fuori budget? Lei ha espresso un magnifico concetto, quello di una grande biblioteca universale, usufruibile da tutti. Certo questo può sembrare un sogno molto lontano dalla nostra realtà, specialmente se si vuole fare online. Io spero che prima di tutto comincerà ad esserci una biblioteca davvero fornita dove ogni studente può attingere senza dover spendere per forza un sacco di soldi per un esame. Lei dice che la mia è solo resistenza culturale. Si sbaglia di grosso. La mia non è affatto resistenza. Ho assistito a delle lezioni nelle quali lei ci invitava, ci spronava ad esprimere le nostre opinioni perchè come diceva Cesare Beccaria "L'opinione è forse il solo cemento della società", ed io ho espresso la mia.

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    3. Volevo aggiungere e precisare che apprezzo molto il modo in cui lei difende e parla delle sue idee. Noi giovani potremmo imparare dalla sua tenacia e dalla sua passione. Solo gridando le nostre idee esse posso raggiungere le orecchie dei più sordi. Vorrei anche complimentarmi per gli altri articoli presenti su questo blog che trovo davvero interessanti uno tra tutti Capitalismo imbecille.

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    4. Cristian, mi permetto di intromettermi, mi trovi d'accordo con quanto dici in questo commento, infatti io stessa ho pensato che la polemica sull'e-book sia nata dal semplice fatto che gli studenti si sono visti imporre "questa cosa", ma se è vero che è possibile scaricare gratuitamente l'applicazione Kindle su qualsiasi pc, allora non vedo dove sia il problema.. Tutti gli studenti di architettura hanno i computer, persino i ragazzi del primo anno ne dispongono, perchè, a differenza di quando mi sono iscritta io 6 anni fa, oggi è permesso usare il pc già al primo anno - c'è addirittura un corso di disegno automatico al primo anno. Io ho seguito il corso l'anno scorso e, mi dispiace ammetterlo, più della metà degli iscritti ha acquistato i testi del prof. fotocopiati, sperando di risparmiare qualche euro. Io non penso che il professore abbia imposto di comprare un lettore digitale a tutti i costi, lo ha forse consigliato perchè potrebbe rivelarsi utile in futuro, ma a quanto pare è possibile scaricare e leggere questo tipo di e-book anche sul proprio pc, scaricando gratuitamente l'applicazione e il testo per molti meno euro di quanto costerebbe il cartaceo.

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  2. Professore, premesso che sono stata una studentessa del suo corso l'anno scorso e che ho apprezzato moltissimo la lettura dei suoi testi, ammetto che ero molto curiosa di leggere anche quello di quest'anno, pur non essendomi reiscritta al corso.
    Personalmente non sono contro gli e-book e e-bookreader, anzi, sono molto contrariata da coloro che dicono che i libri vanno letti solo cartacei, perchè così puoi sfogliarli, sentire il contatto con la carta, il profumo e via discorrendo. Certo, avere un approccio di tipo tattile con un testo è sicuramente qualcosa che provoca sensazioni indescrivibili, ma non posso pensare che oggi che siamo nel 2013 dobbiamo ancora tagliare alberi per un nostro piacere personale. Amo il genere fantasy (tra vari altri) e spesso leggo di meravigliose foreste incantate in cui alberi e piante sono i sovrani silenziosi (o meno) di quei luoghi e immergendomi nella lettura non posso non pensare a quanto male facciamo alla nostra terra quando distruggiamo intere foreste per produrre carta... Perdoni la mia piccola parentesi, ma è per esprimere ciò che sento. Un e-book certo non salverà un'intera foresta, ma almeno è già un piccolo passo. Se poi ci mettiamo anche il lato economico, beh certo non si può non ammettere che si guadagna da entrambe le parti: guadagna chi legge e guadagna chi pubblica, tutto questo senza che ci siano a fare da mediatori le case editrici.
    Come dicevo, non sono contro gli e-bookreader, pur non possedendone, ma non disdegno di leggere a pc, anche perchè, come lei giustamente ha sottolineato, noi giovani passiamo così tanto tempo a pc, spesso semplicemente buttando via il nostro tempo, rovinandoci anche la vista, dunque, perchè non rovinarci la vista facendo qualcosa che ci permetta al contempo anche di acculturarci? Da qualche anno ho cominciato a scaricare e-book da leggere sul mio pc e/o cellulare (ammetto di non possedere ancora uno di quei lettori digitali) e, nonostante mi manchi il rapporto diretto con la carta, non disdegno comunque questi sistemi di lettura, che a mio avviso sono comunque comodi. Certo una biblioteca cartacea di tutto rispetto fa gola a molti, come anche a me, ma siamo nel 2013 e la tecnologia oggi dovrebbe anche aprirci un tantino gli occhi.
    Non mi sento di dare completamente torto, però, a chi le ha chiesto la versione cartacea del libro. E' vero che lei ha fatto presente la questione già all'inizio del corso, ma, forse, ciò che ha creato la polemica è stato il non poter scegliere liberamente come procurarsi il suo libro. Non credo sia veramente per una questione economica. Se l'app Kindle è scaricabile gratuitamente sul pc, non vedo quale sia il problema. A mio avviso, è stata forse l'imposizione a scegliere questo metodo di lettura che ha un po' spiazzato i ragazzi. Del resto ci sono imposizioni peggiori a mio parere. Perdersi l'opportunità di seguire il suo corso e leggere il suo testo di quest'anno solo perchè non si è intenzionati a leggere tramite un supporto digitale, mi sembra un po'frivola come scusa.
    Il lettore vero, quello che ama leggere sempre e comunque, quello che si appassiona alla storia, che si immedesima e vive con i personaggi delle sue storie preferite, quello che viaggia nei luoghi di cui accarezza le parole, non è colui che legge solo libri di carta, ma è chi legge e basta, senza se e senza ma, almeno per come la vedo io.

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  3. Ho sforato il numero max di caratteri allora divido la mia risposta in due.

    Allora, la faccio breve. Il vero problema del perché delle proteste (per la verità limitate a non più di 4, 5 compresi quelli che hanno commentato questo post e l'altro) deriva dalla particolare struttura del mio corso. Preciso che si tratta di uno dei corsi "a crediti liberi" cioè quelli seminariali, un po' fuori sacco, per così dire. Tra l'offerta della Facoltà, il mio risulta particolarmente gradito perchè sono "bravo", come carattere intendo, nel senso che non sono troppo scassacazzo e si sa quello che voglio e sono, per mia natura, indulgente, diciamo così. Il risultato è che, quest'anno, si sono iscritti al corso in circa 600 (sì, seicento, avete letto bene).
    Ma il fatto è che dei suddetti Seicento frequentano al max in 60 (sessanta), un decimo, cioè. Capite bene che un corso con 600 allievi è un obbrobrio, un assurdo, un elefante acefalo che non va da nessuna parte. Un corso di 60 allievi invece è un optimum, un miracolo di equilibrio e di sintesi.
    I miei 60 li conosco tutti di vista. Mi hanno seguito anche negli anni precedenti. Ci comprendiamo a fischi, per così dire.
    Allora tutto quello che io ho spiegato nel corso e nelle lezioni, le sparate ideologiche sulla libertà della cultura, e tutto il resto l'ha sentito il 10% del corso. Cioè una minima parte.
    Nella restante parte del 90%, sia perchè non frequentano, sia perchè il mondo va così, ci sono quelli che io chiamo "portoghesi" o, se preferite, per ricorrere a termine napoletano, i cosiddetti "cazzimmosi". Tra questi si annidano una specie infetta che sono gli "scassacazzo". Quelli che piantano grane, che rompono le palle e, soprattutto, vanno a quel servizio ai volenterosi, ai bravi, a quelli che leggono ecc. Per questo rifiuto in blocco, mi dispiace dirlo, come inutili e fuori segno tutte le vostre critiche su "imposizione", scarsità di soldi, ecc. Chi non compra un e-reader è perchè fa un semplice ragionamento. Ve lo sintetizzo: "E che, per un corso di tre crediti, mo spendo 50-100 euro? Ma siamo pazzi. Ma perchè questo signore non ci dà la copia stampata o addirittura il file così noi ce lo stampiamo e facciamo le fotocopie?".
    La risposta è no, secco. Se ti interessa ti adegui, proprio perchè io voglio costringerti alla lettura su un e-reader, perchè ne sono convinto e perchè ritengo che in questo modo ci sia ampio spazio di libertà per la cultura, per gli autori, per i lettori, per tutti i ragionamenti che ho fatto e che non voglio ripetere. Dunque comprati un e-reader e leggi. Non vuoi, non puoi, non hai soldi? Pazienza te lo leggi sul PC. Non ti va bene? Fottiti. Non mi leggere e non fare l'esame. Scegliti un altro corso a crediti liberi.

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  4. Seconda parte:

    Se i signori che non vengono mai a lezione, vanificando la parte più interessante - sotto il profilo formativo - dell'Università, avessero sentito questo mio ragionare fin dall'inizio, avrebbero deciso se stare al mio gioco, al mio progetto se volete o mandarmi a quel paese. Con evidente vantaggio per tutti.
    Non mi interessa di avere ragione e di imporre il mio modo di vedere. Se siete d'accordo bene. Altrimenti liberi di mandarmi a quel paese. Non mi offendo.
    Credo che, però, in un'università così polemica e puntuta - polemiche che dovreste orientare contro quella grande quantità di professori che non fanno bene il loro lavoro o non lo fanno affatto - io non abbia più voglia di impegnarmi. Perchè parlo e raggiungo (culturalmente, intellettualmente, razionalmente) solo il 10% di una grande massa di gente che, in buona sostanza, se ne fotte di quello che dico, penso, credo, delle idee, della cultura, del digitale, della letteratura, dei noir, della storia di Napoli, delle tragedie che il suo popolo ha vissuto, ecc. E siccome nessuno mi paga, nessuno mi ringrazia, nessuno se ne fotte, penso che proprio dalla fine di luglio recupererò la mia libertà di pensare e di scrivere, mandandovi in giro a sorbirvi gli altri professori. Con tanti auguri.
    Come sta scritto fuori, all'ingresso della villa di Eduardo Scarpetta al Vomero, alla discesa cosiddetta della Santarella, "Qui rido io".
    Metterò un cartello tale-e-quale fuori casa mia a Furore.
    E venitemi a trovare. Godrete della mia stessa pace.

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  5. Ma avete mai letto su un Kindle? Onestamente rispondete. Non a me ma a voi stessi. Ma sapete che cosa vi siete perduti? Ma avete idea di che cosa io mi porto in tasca?
    Tutti i libri di Ken Follett (veri e propri mattoni sotto il profilo volumetrico-cartaceo). Per non parlare di tutti, ma dico tutti i romanzi di King e quelli di Dick. Che non sono proprio il massimo. E poi Proust (Vi ricordo che l'edizione oscar Mondadori, quella che io comprai ormai quasi cinquanta anni fa) è composta di 5 volumi in cofanetto e tanto tascabile non è. Per non dire del Don Chisciotte, di Margherite Yourcenar, Baudelaire, Rimbaud, Stevenson, Conan Doyle, William Morris, Malatesta, Marx e Engels, Verga, Dante, Manzoni, Leopardi, e i russi: Dostoewskij, il mio adorato Michail, tutto quello che ha scritto. E mi rileggo alcuni passi dell'Idiota quando posso, dove posso, quando ho tempo. E poi Delitto e Castigo e anche gli squinternati autori adolescenziali di oggi che scopiazzano Saw l'enigmista o King in improbabili racconti fantahorror. Mi fanno tenerezza.
    ragazzi, se amate veramente la lettura, non sapete e non potete capire che cosa vi perdete.
    Per non dire, ovviamente dei gialli: Christie,Rex Stout e John Dickson Carr. E poi Perry Mason, Lemmy Chaution. Insomma tutto in 200 grammi compresa la custodia che sta in una tasca di giacca.
    E Pirandello, Dario Fo, il teatro Elisabettiano, e Shakespeare, Ford, Miller, Anais Nihn, Eco, e tanti, tanti altri.
    Ho 68 anni ma di fronte a queste meraviglie dell'ingegno umano mi entusiasmo come un adolescente che corre su un monopattino o quando da ragazzo, facevo filone a scuola e mi tuffavo, dopo una lunga gita in barca, nella baia del Cenito, a Posillipo. Che meraviglia.

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    1. Ha ragione, a volte noi studenti siamo troppo polemici. Io conosco però due tipologie di "scassacazzo": ci sono quelli che lo fanno per lo sfizio di farlo, per sport, trascinati dalla corrente, e poi ci sono quelli che ci mettono i contenuti, l'anima, per poterne ricavare in ogni caso qualcosa di buono (poi ci sarebbero quelli che non lo sono per niente perchè fanno i sostenuti, cioè quelli che per non mettersi nei guai preferiscono farsi i fatti loro).
      Siccome non ritengo di far parte del gruppo di quelli senz'anima, e mai vorrò farne parte, tengo a precisare che la mia, o forse dovrei dire la nostra, non voleva essere una critica rivolta a sminuire il suo metodo o la sua professionalità. Riconosco che la polemica e-book messa a paragone delle finalità didattiche del corso, risulta essere di basso livello, e che spesso noi studenti commettiamo l'errore di criticare chi non lo merita perchè trascinati da un clima universitario a volte insostenibile. Ma questo è il punto al quale nè io nè credo nessun altro autore dei commenti precedenti era intenzionato ad arrivare.
      Questo è stato forse da lei frainteso, probabilmente perchè l'opinione è stata da me e da qualcun altro male esposta, e perche lei come il saggio Ferrante "se ne fotte dei pericoli e delle minacce e va sempre dritto al suo scopo..". In ogni caso, penso che solo partecipando criticamente e mostrando i propri dubbi si possono aprire nuove strade e scoprire cose positive.. Grazie per l'attenzione che ci regala.

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    2. No c'è alcun dubbio che la presenza critica anche polemica è preferibile di gran lunga all'assenza. No. Io non mi sono rizelato per il vostro giudizio critico che ritengo non solo utile ma anche indispensabile. Io sono atterrito dalle polemiche strumentali e dai "portoghesi" che sono presenti ovunque e che fanno scendere il livello di qualsiasi iniziativa si prenda. Insomma i "portoghesi", quelli che viaggiano a "sbafo" sono sempre presenti con la loro politica "tutto va male così mi ci posso infilare anche io".
      E' inutile che io stia a sottolineare l'impegno di un testo come la Luce nel labirinto. Non lo faccio per mancanza di modestia, ma perché si è trattato di un lavoro molto impegnativo dal punto di vista dello studio e della ricerca. Fatto per amore del fare e dello studio. Questo voglio che sia chiaro. E la risposta a questo impegno io pretendo che sia ugualmente impegnata, dal profilo dell'approfondimento e dello studio a quello del capire oggi come si può fare a liberalizzare la cultura. E qui entra il discorso sugli ebook, sugli editori, sui diritti d'autore, sulla diffusione libera dei testi classici, sulla grande Biblioteca Universale e così via. Ed è chiaro che si tratta, da parte mia, di una scelta IMPOSTA. Perché se io credo, dopo averci riflettuto lungamente, che si tratta di una conquista culturale, non smetto di perseguire il mio scopo, proprio come hai scritto tu, vado fino in fondo, voglio raggiungere il fine che mi sono prefisso. A qualsiasi costo. E le polemiche mi vanno bene, purché non siano pretesti per fare i "portoghesi". Cosa che non riguarda voi che avete il coraggio e l'onestà intellettuale di dialogare, ma tutti coloro che, nascosti nell'ombra, non aspettano che un cedimento per fottersi tre crediti alla faccia di tutti i discorsi, le chiacchiere e le contorsioni intellettuali che, secondo il loro parere cinico ma tanto sprovveduto, non servono a niente. Comunque ci siamo capiti bene. E grazie per il vostro contributo e soprattutto per il contraddittorio che costringe alla riflessione. Fossero tutti i giovani come voi il mondo sarebbe certamente molto ma molto, ma molto meglio.

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